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24/03/2014

AIO TORINO STORY


La sezione di Torino dell’Associazione Italiana Odontoiatri nasce a meta’ degli anni ’80, ed è una delle sedi storiche di diretta emanazione dall'AIO nazionale.
Il gruppo torinese - primo in assoluto a dotarsi di una segreteria fisica, negli anni a cavallo tra ottanta e novanta - si è sempre distinto nel panorama associativo locale per le proprie iniziative, la collaborazione (e gli scontri…) con le altre rappresentanze del settore, ritagliandosi nel tempo uno spazio di credibilità crescente che ha portato ad un lavoro proficuo in ogni contesto, da quello sindacale a quello culturale, dalla presenza in seno all’Ordine dei Medici, alla Commissione Albo Odontoiatri e alla proficua e sinergica interazione con l’Università.
In particolare, lo start dell’educazione continua (ECM), entrata a regime di recente dopo una lunga gestazione, ha visto pronta la sezione che aveva sempre pensato alla formazione post-laurea come ad un cavallo di battaglia, fonte di un obbligo morale più che formale: Torino ha portato il proprio contributo con parecchie centinaia di eventi, organizzati anche prima che l’obbligo deontologico divenisse obbligo legislativo. Famosa per l’ospitalità riservata agli speakers, la segreteria culturale ha raccolto in questi trent’anni il contributo del top dei relatori nazionali e internazionali, coprendo tutti gli aspetti della professione e delle sue diverse specialità, grazie anche al feedback offerto dal nostro patrimonio di discenti: i soci!
Di particolare rilievo, nel secolo scorso, il contributo dato al contenimento del discorso ‘convenzioni’ ora più che mai di drammatica attualità…, il corposo lavoro a monte e a valle della complessa materia ‘rifiuti’, l’enorme contributo documentale e formativo in tema di sicurezza sul lavoro o dei dispositivi medici, teso al recepimento di parecchie modifiche che hanno reso meno gravoso l’adempimento dei colleghi alla normativa.
Una menzione a parte merita la costante e proficua attività (statutaria!, inserita fra gli scopi e finalità dell’associazione) contro l’esercizio abusivo della professione ed il concorso in reato che ne consegue, il ‘prestanomismo’ - in costante collaborazione con NAS e CAO - e le campagne di sensibilizzazione verso le pubblicità scorrette e le targhe irregolari, in una fase pre-Bersani che rendeva ancora questa attività degna di essere esperita…
Fiore all’occhiello anche l’informazione, iniziata negli anni ‘90 con un bollettino cartaceo ciclostilato in proprio (!) e proseguita fino a pochi anni fa con una vera e propria rivista, utilizzata per promuovere le iniziative culturali e sindacali e spedita a tutti i colleghi del Piemonte – anche non soci - in periodi in cui la free-press di settore era ancora a livello embrionale. Molto frequentato anche il sito web provinciale, utile all’approfondimento delle singole tematiche e contenitore di tutta l’attività locale, al quale – di recente – si è affiancata la pagina Facebook del gruppo AIO Torino.
Importante l’impegno della sezione a livello nazionale AIO, al cui vertice associativo ha contribuito con ben 4 presidenti nazionali nel corso degli anni e con un numero impressionante di consiglieri di presidenza, che hanno lavorato in pratica in tutti i possibili settori operativi dell’associazione.
Concorso di uomini, pensiero filosofico e idee innovative da tradurre in pratica per ridurre lo stress burocratico dei soci, il segreto del successo di una sezione che si mantiene viva e vitale anche in un periodo in cui si assiste ad un progressivo assottigliarsi della ‘base’, duramente colpita dalla crisi dell’ultimo lustro e dall’imperversare di strutture low cost in cui i colleghi più giovani disimparano ad essere dei professionisti qualificati e diventano dei pedestri esecutori di ordini, dipendenti nell’accezione più rigorosa e vessatoria, sempre meno sindacalizzati e sindacalizzabili, senza più alcuna prospettiva verso una professione sempre meno ‘libera’.
Giulio Del Mastro